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POETESSA DEL MESE

 

 

 

 

 

 

 

                                 

EVA PANISSA              


Sono nata a Roma il 13.09.1972. non ho mai pubblicato nulla benchè in tanti mi hanno incoraggiato a fare il passo. Ho scoperto il vostro concorso su internet e ho voluto partecipare. Non ho avuto vita facile nel portare avanti questa mia passione per una serie di infinite ragioni ma ora, in questo periodo, sento una voglia di rinascita, un desiderio di comunicare come mai prima. Scrivere non solo per leggere ma per far capire.
Altre note autobiografiche non ne ho. Si comincia con poco, la strada lunga si fa a piccoli passi

 

 

 

"Corro incontro quel muro

 

inciampando, cadendo

picchiando

sempre con una nuova speranza di entrare.

E lui apre le braccia

e non mi chiede niente

io arrivo sempre di corsa

a stravolgere la sua quiete

inciampando, cadendo

picchiando.

Lui mi raccoglie

senza chiedere niente

io continuo a darmi

come una palla matta

rimbalzando

contro la sua mano

stanca di lanciare."

 

 

 

"Il mio uomo l'ho inventato 

come una storia qualunque

e l'ho cambiato, ogni volta che l'ho raccontata

l'ho cambiato, come un vestito,

e ho rubato il finale, furbetta,

 prima che lui lo rubasse a me. 

Il mio uomo l'ho inventato
 
 ma che ingrato, è tutto suo, tutto suo 

ciò che io dico, suo il mio pensiero, 

il mio puro movimento.

Ha preso vita per me, ma non esiste, lui

non vive in nessun uomo per quanto io bene osservi.

Il mio uomo ha sguardi profondi ed eloquenti

avverte la mia tensione, la scioglie

e mi prende la mano, piano

quasi pensasse di poterla rompere

Quando parla, lo fa a bassa voce

senza mai andare oltre, senza temere mai

 di non essere abbastanza... per me.

Il mio uomo, è un sognatore

capace di giocare, inventare

dirmi nuove cose

conosce tutte le facce dell'animo umano

e le realtà contrastanti

che vivono dentro di me.

Il mio uomo è crudele

si infila sotto altre sottane

ma è a me che lo racconta...

è qui; che torna."

 

 

 

 

" La verità,  a volte

pare irraggiungibile.

 Io sbaglio, mi illudo,

seguo una luce

che all'arrivo è già spenta

ma ricomincio a cercare...

Senza verità mi sentirei

una lattina vuota

in balia dei calci della gente."

 

 

 

 

"Sfoglio con i petali di una margherita

i giorni e le notti che ho vissuto

e mi accorgo di non aver avuto

abbastanza amore per me stessa.

Il vento che li allontana

porta con essi le mie occasioni perdute

che segnano i palmi delle mie mani

con numerose linee

di mancati eventi."

 

 

 

 

Ogni sera, facendo una stima

dei guadagni e delle perdite

controllo il mio corpo come un libro contabile

sempre evidente ogni segno del tempo

con la lente invece cerco i desideri esauditi

e non esiste formula soddisfatti o rimborsati

Tu mi passi sul corpo

viaggiatore disattento, niente tempo per un souvenir

niente vicoli, mercatini, stoffe o spezie,

il cambio è purtroppo, sempre sfavorevole

ognuno si tenga la propria moneta e sia felice.

"Parlami", mi chiedi ... "Parlami". Non parli mai...

Avrei tanto di quel dire infondo alla gola

da tramortire un esercito di rozzi

potessi infilarmi, pesante barra di ferro

fra i congegni del tempo

Ma .... tu mi corri sul corpo

una corsa agli ostacoli, e le parole sono ostacoli

quando non hai fiato nei polmoni.

Tu hai visto il mondo e non sai più dov'è casa

tu hai imparato a scappare da casa

tu scappi dal mio corpo come se ardesse

lui arde da solo, si piega su se stesso 

come carta bruciata

e non c'è abbastanza tempo per leggere

le parole che ci sono scritte, e comunque

in una lingua troppo antica perchè tu possa conoscerla

il mondo di una donna è sempre straniero e ostile 

per un viaggiatore disattento.

 

 

 

 

"I nostri litigi

sulla mia fragilità

sulle mie parole

sulle mie difese

hanno l'effetto di una grattugia

per un pezzo di formaggio.

Ma ugualmente ti parlo sorridendo.

Non è colpa tua 

se sei debole tanto

da dovermi necessariamente  ferire...

Non è colpa tua,

se non sai ridere."

 

 

 

 

"Con una mano mi afferri

con l'altra ti asciughi la fronte 

io con te

sto sempre sull'orlo di un precipizio

sempre

e se tu mi lasciassi andare

io volerei

ma tu cadresti nel vuoto.

Apri il pugno,

nessuno vincerà o perderà.

Con una mano tu mi stringi la gola,

con l'altra

masturbi il tuo ego."

 

 

 

 

"Perchè il mio viaggio

non sia inutile

scarabocchierò una pianta

e metterò crocette

una per ogni sbaglio

per non caderci di nuovo

ma credo di aver disegnato 

una mela

perchè sono ancora qui

a girare intorno al cuore

senza raggiungerlo mai

senza sapere davvero

che è l'unica cosa viva

incapace di tradirmi."

 

 

 

 

Finalmente mi libero di un peso non mio

me l'hai tolto, insieme alla maschera

come un regalo di cui eri pentito.

Avrò carbone per il prossimo Natale.

Devo arrendermi al tempo

fermarmi, dormire, mangiare

con questo male immobile,

statico come il verbo essere.

Aspettare, restare in ascolto 

contare i sassi, prendere la pioggia

dimenticare ogni cosa di me

piccola persona fra le tante

nascondermi, minimizzare l'importanza

niente post-it  sulla porta del frigorifero

via le stelline fosforescenti dal soffitto.

Non valgo l'oro delle tue lacrime

portami del carbone per Natale

qualche altro insulto,

un lenzuolo con due buchi

da mettere addosso.

Ma che sia bianco.

 

 

 

 

Chiedo al mio libro rosso 

che sarà di noi.

Carezzo la sua copertina di velluto

sfioro le pagine chiuse

con l'indice, appena,

perchè da questo dipende il responso.

Lui sa dire con lettere dorate

verità scolorite,

ha detto "se vuoi che funzioni

devi dargli il tempo necessario".

Ora tu vivrai senza sapere

e nel silenzio dei sensi

e sopra il pelo dell'acqua,

metà uomo, metà pesce.

Io vivrò come al solito  

dentro le bugie più belle

sperando che una di queste

 abbia gambe lunghe...

Lunghe gambe per farti tornare.

 

 

 

 

 


Comitato Internazionale 8 Marzo - Donne del Mondo