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POETESSA DEL MESE

 

 

 

 

 

 

 

Luz Adriana Quiceno Quiroga

Sono nata ad Armenia Quindío -Colombia il 6 gennaio 1970 .
Vivo a Bogotá dove opero nel campo del Disegno Grafico e delle Arte Plastiche. 
Ho fatto studi classici, mi sono diplomata a Cali Valle, nel 1991
in “Técnico en Dibujo Publicitario y Comunicación Social”   nel maggio 2005 ho preso un secondo diploma a Bogotà- Universitá Jorge Tadeo Lozano- come “Profesional en Diseño Gráfico”. Ho iniziato a scrivere dall’età di 11 anni.: piccoli racconti e poesie, da allora non ho più lasciato la penna. Nel 2002 ho partecipato al Sedicesimo Incontro di Poetesse Colombiane a Roldanillo (valle) nel Museo Rayo. In questa località si svolgono ogni anno incontri di donne poetesse di tutta la Colombia nel corso dei quali  ci si scambiano pensieri, cultura, sogni e idee. A Bogotá appartengo ad un Club che si chiama “Amanti della Poesia e del Vino” dove ci troviamo ogni tanto persone di diverse professione a leggere nostre poesie, ma  anche per fare letture di scrittori conosciuti. Nel frattempo ho partecipato a concorsi di poesia nella Casa de Poesia Silva, importante istituzione di Bogotá, dove svolgono i più importanti eventi di letteratura. Nel 2006 sono risultata tra le vincitrici della 11^ edizione del  Concorso Letterario Multiculturale “Lune di Primavera”, concorso promosso dal Comitato internazionale 8 marzo, associazione di Perugia- Italia. Le poesie premiate sono pubblicate nella collana “DisArmonie” edita dalle organizzatrici del concorso tradotte in italiano dall’autrice 

luza_quiceno@yahoo.es

 

 


FRÍO ESCAPULARIO

  Hay un frío “escapulario”

que reza mis pasos

persigna mi dolor

me aplaude con aleluyas

de partida. 

 

Hay un frío escapulario

que puebla de menguantes

mis ojos, mi saliva,

mis tormentos,

mi ahora.

 

Hay un frío escapulario

de imágenes que

no serán contadas

ni traídas con la lluvia.

 

Hay un frío escapulario

que en mi cuello

cuelga como higo.

Brotan en él semillas

de abecedario.

 

FREDDO ESCAPULARIO

 
C´é un freddo “escapulario”

che piega i miei passi

segna il dolore

mi incoraggia con alleluia

di partenza.

 

 C´é un freddo escapulario

che riempe di decrescenti

miei occhi, mia saliva,

mie tormenti,

mia ora.

 

C´é un freddo escapulario

di immagini che

non saranno contate

ne portate con la pioggia.

 

C´é un freddo escapulario

che nel mio collo

pende come figo.

Germogliano in Lui semi

Di abecedario.

 

 SOL DE PIXEL

 
Me tatué el alma de ti

con un sol de píxel

entre mis manos

a cuadritos

reventados

sobre mi piel binaria.

Con teclados circundantes

y sin gravedad obtusa

descifro éste lenguaje

inacabado

de tu nombre:

multicultural

simple.

Viajas en

mis partes

como extraña duende.

 

 
SOLE DI PÍXEL

 
Mi son tatuata l’anima di te

con un sole di píxel

tra le mie mani

a quadretti

scoppiati

sulla mia pelle binaria.

Con tastiera circondante

 senza gravitá ottusa

decifro il linguaggio

senza fine

del tuo nome:

multiculturale

semplice.

viaggi nelle

mie parti

con misterioso fascino.

 

 
CANTA UN SOL CIEGO

 
Canta un sol ciego

en mi cabellera de agua

y en las metáforas

traídas de cabeza.

 

Canta un sol ciego

con puertas de musgo colgante

atrevidos al abismo húmedo.

 

Canta un sol ciego

en braile

al encuentro de

tus manos con miedo

de musgo al pesto

y aceite de oliva.

 

Canta un sol ciego

mudo y sordo.

Canta desnudo

en la nave díscola

de mis truenos.

 

 

 SIETE VIDAS

 
Un gato frente

al espejo

muestra al

insecto luminoso

que ronda por

estos días.

 

Sus bigotes

como lámparas

de otoño

ponen fuego.

 

Sus ojos

de televisor

monocromático

invitan al

reflejo acústico

de siete mariposas.

 

Siete estrellas...

transitan sin

decir nada.

 



SETTE VITE

 
Un gatto davanti

allo specchio

fa vedere

l’ insetto luminoso

che gira in

questi giorni.

 

I suoi baffi

come lampade

d’ autunno

emettono fuoco.

 

I suoi occhi

di tv

monocromatica

invitano al

riflesso acustico

di sette farfalle.

 

Sette stelle...

transitano senza

dir nulla.

 

 

 PALABRA FÒSIL

 
De un lejano

universo

eres palabra fósil.

 

Estrella verde

creaste el vacío

en la inmensidad

de la piedra.

 

Observo tu voz y

dibujo las alas.

Eres hilo tejido

en macromedia.

 

 

 PAROLA FOSSILE

 
Di un bianco

universo

sei parola fossile.

 

Stella verde

hai creato il vuoto

nell’inmensità

della roccia.

 

Osservo la tua voce e

disegno le ali.

Sei filo ricamato in

macromedia.

 

 

MOSCA AZUL

 
Me manifiesto

a su mirada y

al pájaro de objeto

cargado de elefantes.

 

Esa mosca azul

silva en flauta

las más bellas odas

para la belleza

convulsa,

para los golpes

de piano

vestidos de seda.

 

Arriba de mi techo

vuela un silencio

de media noche

con sombreo.

Mis ojos ebrios de

conciencia

divisan su

espalda.

 

 
EL UNIVERSO OVULA

El universo ovula

toca trompeta

me espera en taxi.

 

Recojo la diáspora

en los circuitos

que tiemblan

en mi lengua.

 

Bostezo y el

microcosmos

abre su sombrilla

hacia el tapete verde.

Las constelaciones

aplauden la caída

mientras el anillo

arroja su mensaje.

 

Omnipotente

la diáspora

transita en

mis conductos

linfáticos.

 

 

L`UNIVERSO OVULA

L´universo ovula

Suona il clakson

mi aspetta in taxi.

 

Racolgo le diaspore

nei circuiti

che tremano

nella mia lingua.

 

Sbadiglio e il

microcosmo

apre il suo ombrello

fino al tappeto verde.

 

Le costellazioni

applaudono la caduta

intanto l’anello

lancia il suo messaggio.

 

Onnipotente

la diaspora

transita nei miei

condotti linfatici.


LA FIDELIDAD

 

La fidelidad

pende de una

cuerda a

cuatro patas

con saliva

colgante.

 

De un hombro

asoma la verdad

a domicilio

con sombrero

y gafas.

 

Con ruido

de motor diesel

señalas a un

perro sonriente.

 

Se juega “fuchi”.

A quien le importa ?

 

 

LA FEDELTÁ

 

La fedeltá

pende da una

corda a

quattro

zampe

con saliva

penzolante.

 

Da una spalla

si afaccia la verità

a domicilio

con cappello

e occhiali.

 

Con rumore

di motore diesel

segnalano a un

cane sorridente.

 

Si gioca “fuci”.

a chi importa ?


A LA MALDITA  PRIMAVERA

 

Dejó los espejos

recién tocados

de vapor y furia.

 

Cómplice nocturno,

escribes metamorfosis mudas

que cantan en el abismo

de las lagrimas.

 

Quien comprende

los monólogos

de quien camina

en negro, en rojo

en azul o acaso

en violeta ?

 

Casi megalómanos

los cuerpos transitan.

Odas inacabadas

de maldita primavera.

 

 
ALLA MALEDETTA PRIMAVERA

 

Lascio gli specchi

appena toccati

di vapore e furia.

 

Complice notturno

scrivi metamorfosi mute

che cantano nel  abisso

delle lacrime. 

 

Chi capisce

i monologhi

di chi cammina

in nero, rosso,

in azzurro,

magari in violetta ?

 

Quasi megalomani

i corpi transitano.

Ode senza fine

di maledetta primavera.

luza_quiceno@yahoo.es

 


Comitato Internazionale 8 Marzo - Donne del Mondo