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LA CELEBRAZIONE DELL’8 MARZO NON È il “DONO”
DI UNA QUALCHE INDUSTRIA
MA E’ NATA
DALLE DONNE COME GIORNATA DI LOTTA
PER LE DONNE DI
TUTTO IL MONDO
“Libero
cor
Nel
mio petto soggiorna,
non
servo alcun,
né
d’altri son
che mia”.
sonetto del 1600
da
“il merito delle donne” di Moderata Fonte
8 marzo “in perle”
8 marzo 1914
ha
inizio a Berlino la settimana dedicata alle donne,
il
manifesto preparato per l’evento viene vietato.
8 marzo
1917
a
Pietrogrado, lo sciopero delle donne lavoratrici nell’industria
tessile
dà inizio, contro il parere dei bolscevichi, alla Rivoluzione Russa.
Lo
slogan era :”pace e pane.”
8 marzo
1923
in Cina si tiene il primo meeting di donne
studenti comuniste e socialiste:
nel marzo 1923 le donne cinesi celebrano per
la prima volta
la giornata internazionale delle donne
lavoratrici.
8 marzo
1930
a
Berlino lo slogan della giornata internazionale della donna era:
“contro
il terrore nazista, per il socialismo e la pace”..
8 marzo
1951
nella
Repubblica Federale Tedesca, migliaia di donne dimostrano con lo
slogan:
”
invece della coscrizione e delle caserme- scuole per l’educazione;
invece
di elmetti di acciaio per i nostri figli- stipendi più alti”.
8 marzo
1971
in Gran
Bretagna il Comitato Nazionale di Coordinamento
(
organo che riunisce le rappresentanti dei diversi gruppi femminili del
paese),
denuncia
lo sfruttamento commerciale dell’8 marzo.
8 marzo
1972
a Roma,
a Campo de’ Fiori, il primo sit-in femminista viene interrotto da
una
violenta
irruzione della polizia.
8 marzo
1979
a Tehran,
20-30.000 donne dimostrano per quattro giorni contro
l’obbligo
di portare il velo e contro la politica di Komeini:
LA
STORIA
Un nodo al rovescio
Un nodo sui bordi
Un nodo nel mezzo
Un nodo a testa
Un nodo a croce
Un nodo al dritto
Che si trama
Che si tesse.
Sono io la storia.
Sono io il giudice
Werewere
Liking (Camerun)
IL MOVIMENTO FEMMINISTA NELLA STORIA
IN ITALIA
1987 Anna Maria Mazzoni,
tra le fondatrici del movimento femminista, presenta una petizione per
il suffragio universale ma non ottenne nessun esito.
1904 Fondata l’Alleanza Femminile. Obbiettivo: il riconoscimento del diritto al voto delle donne.
1908 A
Roma si tiene il 1° congresso nazionale delle donne italiane:
ancora una volta viene chiesto il riconoscimento del diritto al voto.
Dietro a tanta pressione alcune province deliberano l’ammissione
delle donne nelle liste elettorali ma le Corti d’Appello di Venezia,
Ancona, Palermo e Cagliari, con sentenze “esemplari”, ne
dichiarano l’inammissibilità. Si alleano tutte le Corti d’Appello
d’Italia.
Da
“il giudice e la donna” di R.
Canosa
LOTTE
DELLE DONNE DAL 700 ALL’800
LE
DONNE NELLA RIVOLUZIONE FRANCESE: LE INCENDIARIE
1779 il 5
ottobre sono le donne le prime a riunirsi e a marciare su Versailles.
La guardia nazionale le seguirà nel pomeriggio.
1791
nasce e dura un anno, il club femminile “Société patriotique et
amies de La Vérité. Si
impegna per l’educazione delle bambine povere e si batte per
l’istituzione del divorzio.
1791/’93 le
donne nella Costituzione vedono riconosciuti: l’accesso alla
maggiore età uguale agli uomini, l’ammissione a testimoniare in
atti pubblici, la parità nell’esercizio dell’autorità parentale,
l’uguaglianza nelle successioni e il divorzio.
1793 nasce il
club “Decottegennes
Rivolutionnaires” è composto da operaie, sarte, commercianti ed è
vicino alla Sans- Couletterie. Il club interviene con forza nel
conflitto Gironda-Montagna e nel dibattito politico dell’estate. Il
30 ottobre la convenzione lo
mette fuori legge assieme a tutti gli altri club femminili.
Motivazione: “non è possibile che le donne esercitino i diritti
politici”.
1793/1795
è primavera e le donne riconquistano la loro forza nelle strade:
guidano le insurrezioni nei due anni, battono i tamburi, suonano le
campane a martello; si fanno beffe delle autorità e della forza
armata. Svolgono il ruolo di “micce
incendiarie”, come vengono definite
dall’autorità. Vana ogni battaglia per il diritto al voto. Dirà
Olympe De Gouges nella sua Déclaration, due anni prima di essere
ghigliottinata: “la donna ha il diritto di salire sul patibolo; deve
avere anche quello di salire sulla tribuna”.
Il
diritto al voto le francesi lo ottennero, come le italiane, solo dopo
la seconda guerra mondiale.
IL
FEMMINISMO IN INGHILTERRA
Nello
stesso periodo della rivoluzione francese, in Inghilterra la
scrittrice Mary Wollestonecraft fa una riflessione opposta a quella di
Olympe De Gouges. Essa spinge affinchè la donna ricerchi una propria
identità, senza adeguarsi a quella maschile. Per la Wollestonecraft
non può esserci libertà autentica se rinuncia alla qualità di
soggetto ragionevole e sessuato: "chi ha reso l'uomo giudice
unico,se la donna condivide con lui il dono della ragione?", così
dirà all'apertura della "Vindication of the Rigts of
Woman".
La
sua riflessione mette in discussione il potere maschile introducendo
una maniera femminile di giudicare. Apre così la strada allo stesso
modo di essere del femminismo moderno. Saranno le femministe inglesi,
chiamate con spregio "suffragette", a condurre una accesa
battaglia per ottenere il suffragio universale femminile.
Nel
1850 presentano una mozione alla Camera dei Lord ma senza nessun
esito.
Dovranno
passare più di sess'antanni e dovranno sostare in prigione molte
militanti prima di ottenere il sospirato diritto al suffragio
universale.
STATI
UNITI
La prima che "osò" chiedere di votare fu l'americana
Margareth Brent nel 1647 nello stato del Maryland.
1702 Elisabeth
Mallet fonda il primo quotidiano nel mondo "The
Daily Courant", " non avrei mai
osato parlare difronte a voi, se non sentissi che è venuto il momento
di portare avanti al grande pubblico la questione dei diritti delle
donne; se non credessi che è proprio alla donna che spetta questo
compito, perchè solo la donna può capire l'altezza, la profondità,
i limiti della sua umiliazione"
(Elisabeth
Stanton- Seneca Falls, luglio 1848; convegno delle donne indetto
tramite annuncio pubblicitario sul giornale.)
1850 Si
tiene il primo Congresso nazionale per i diritti femminili; si
ripeterà ogni anno fino al 1860.
"Gli uomini, i
loro diritti e niente più; le donne, i loro diritti e niente di
meno", motto del settimanale " La Rivoluzione" fondato
da Elisabeth Stanton e Miss Antony (1866/1870)
1868, New
Jersey. Poiché la Costituzione non vietava espressamente il voto alle
donne, alle elezioni per il presidente un gruppo di 172 donne, tra cui
quattro nere, si recò alle urne; fu scandalo, si gridò alla
"perversione dei sessi" e i loro voti non furono
conteggiati.
L'
"emendamento Anthony" per il riconoscimento del diritto al
suffragio femminile, fu presentato ad ogni legislatura per venti anni
da un senatore californiano di cui non si sa il nome. (peccato!,
nota di redazione).
ENTRA
LA SECONDA GENERAZIONE
Harriet
Stanton, figlia di Elisabeth, sposatasi e rimasta vedova in
Inghilterra, torna negli Stati Uniti e fonda la Lega delle Donne
Indipendenti.
Ricca
dell'esperienza inglese, imprime una sterzata di visibilità alle
donne. E' nel 1920, dopo il voto al senato. la inventrice delle
parate. Vestite fantasiosamente, le donne sfilano suonando e cantando;
il successo è garantito.
1917
Dopo Washington e la California, fu lo stato di New York a
concedere il voto.
L'emendamento
Anthony passò al Congresso nel 1918 e divenne esecutivo.
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da "Storia delle donne"-
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