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marzo 2006:

ma...donna

Desejo

8 marzo in "perle"

Lidia Menapace candidata

lettera al presidente della Repubblica

 

 

8 Marzo 2005

 

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LA CELEBRAZIONE DELL’8 MARZO NON È il “DONO  DI UNA QUALCHE INDUSTRIA

MA E’ NATA DALLE  DONNE  COME GIORNATA DI LOTTA

PER LE DONNE DI TUTTO IL MONDO

 

 

“Libero cor

Nel mio petto soggiorna,

non servo alcun,

né d’altri son che mia”.

 

sonetto del 1600

 

da “il merito delle donne” di Moderata Fonte

 

 

8 marzo “in perle”

 

8 marzo 1914

ha inizio a Berlino la settimana dedicata alle donne,

il manifesto preparato per l’evento viene vietato.

 

8 marzo 1917

a Pietrogrado, lo sciopero delle donne lavoratrici nell’industria

tessile dà inizio, contro il parere dei bolscevichi, alla Rivoluzione Russa.

Lo slogan era :”pace e pane.”

 

8 marzo 1923

in Cina si tiene il primo meeting di donne studenti comuniste e socialiste:

nel marzo 1923 le donne cinesi celebrano per la prima volta

la giornata internazionale delle donne lavoratrici.

 

8 marzo 1930

a Berlino lo slogan della giornata internazionale della donna era:

“contro il terrore nazista, per il socialismo e la pace”..

 

8 marzo 1951

nella Repubblica Federale Tedesca, migliaia di donne dimostrano con lo slogan:

” invece della coscrizione e delle caserme- scuole per l’educazione;

 invece di elmetti di acciaio per i nostri figli- stipendi più alti”.

 

8 marzo 1971

in Gran Bretagna il Comitato Nazionale di Coordinamento

 ( organo che riunisce le rappresentanti dei diversi gruppi femminili del paese),

 denuncia lo sfruttamento commerciale dell’8 marzo.

 

8 marzo 1972

a Roma, a Campo de’ Fiori, il primo sit-in femminista viene interrotto da una

violenta irruzione della polizia.

 

8 marzo 1979

a Tehran, 20-30.000 donne dimostrano per quattro giorni contro

l’obbligo di portare il velo e contro la politica di Komeini:

 

 

 

LA STORIA

 

Un nodo al rovescio

Un nodo sui bordi

Un nodo nel mezzo

Un nodo a testa

Un nodo a croce

Un nodo al dritto

Che si trama

Che si tesse.

Sono io la storia.

Sono io il giudice

 

Werewere Liking (Camerun)

 

 

IL MOVIMENTO FEMMINISTA NELLA STORIA

 

 

 

IN ITALIA

1987 Anna Maria Mazzoni, tra le fondatrici del movimento femminista, presenta una petizione per il suffragio universale ma non ottenne nessun esito.

 

1904 Fondata l’Alleanza Femminile. Obbiettivo: il riconoscimento del diritto al voto delle donne.

 

1908  A Roma si tiene il 1° congresso nazionale delle donne italiane: ancora una volta viene chiesto il riconoscimento del diritto al voto. Dietro a tanta pressione alcune province deliberano l’ammissione delle donne nelle liste elettorali ma le Corti d’Appello di Venezia, Ancona, Palermo e Cagliari, con sentenze “esemplari”, ne dichiarano l’inammissibilità. Si alleano tutte le Corti d’Appello d’Italia.

 

Da “il giudice e la donna” di  R. Canosa

 

LOTTE DELLE DONNE DAL 700 ALL’800

 

LE DONNE NELLA RIVOLUZIONE FRANCESE: LE INCENDIARIE

 

1779 il 5 ottobre sono le donne le prime a riunirsi e a marciare su Versailles. La guardia nazionale le seguirà nel pomeriggio.

 

1791 nasce e dura un anno, il club femminile “Société patriotique et amies de La Vérité. Si impegna per l’educazione delle bambine povere e si batte per l’istituzione del divorzio.

 

1791/’93 le donne nella Costituzione vedono riconosciuti: l’accesso alla maggiore età uguale agli uomini, l’ammissione a testimoniare in atti pubblici, la parità nell’esercizio dell’autorità parentale, l’uguaglianza nelle successioni e il divorzio.

 

1793 nasce il club  “Decottegennes Rivolutionnaires” è composto da operaie, sarte, commercianti ed è vicino alla Sans- Couletterie. Il club interviene con forza nel conflitto Gironda-Montagna e nel dibattito politico dell’estate. Il 30 ottobre la convenzione  lo mette fuori legge assieme a tutti gli altri club femminili. Motivazione: “non è possibile che le donne esercitino i diritti politici”.

 

1793/1795 è primavera e le donne riconquistano la loro forza nelle strade: guidano le insurrezioni nei due anni, battono i tamburi, suonano le campane a martello; si fanno beffe delle autorità e della forza armata. Svolgono il ruolo di “micce incendiarie, come vengono definite dall’autorità. Vana ogni battaglia per il diritto al voto. Dirà Olympe De Gouges nella sua Déclaration, due anni prima di essere ghigliottinata: “la donna ha il diritto di salire sul patibolo; deve avere anche quello di salire sulla tribuna”.

Il diritto al voto le francesi lo ottennero, come le italiane, solo dopo la seconda guerra mondiale.  

IL FEMMINISMO IN INGHILTERRA 

Nello stesso periodo della rivoluzione francese, in Inghilterra la scrittrice Mary Wollestonecraft fa una riflessione opposta a quella di Olympe De Gouges. Essa spinge affinchè la donna ricerchi una propria identità, senza adeguarsi a quella maschile. Per la Wollestonecraft non può esserci libertà autentica se rinuncia alla qualità di soggetto ragionevole e sessuato: "chi ha reso l'uomo giudice unico,se la donna condivide con lui il dono della ragione?", così dirà all'apertura della "Vindication of the Rigts of Woman".

La sua riflessione mette in discussione il potere maschile introducendo una maniera femminile di giudicare. Apre così la strada allo stesso modo di essere del femminismo moderno. Saranno le femministe inglesi, chiamate con spregio "suffragette", a condurre una accesa battaglia per ottenere il suffragio universale femminile.

Nel 1850 presentano una mozione alla Camera dei Lord ma senza nessun esito.

Dovranno passare più di sess'antanni e dovranno sostare in prigione molte militanti prima di ottenere il sospirato  diritto al suffragio universale.

 

STATI UNITI

  La prima che "osò" chiedere di votare fu l'americana Margareth Brent nel 1647 nello stato del Maryland.

1702 Elisabeth Mallet fonda il primo quotidiano nel mondo "The Daily Courant", " non avrei mai osato parlare difronte a voi, se non sentissi che è venuto il momento di portare avanti al grande pubblico la questione dei diritti delle donne; se non credessi che è proprio alla donna che spetta questo compito, perchè solo la donna può capire l'altezza, la profondità, i limiti della sua umiliazione"

(Elisabeth Stanton- Seneca Falls, luglio 1848; convegno delle donne indetto tramite annuncio pubblicitario sul giornale.)

1850 Si tiene il primo Congresso nazionale per i diritti femminili; si ripeterà ogni anno fino al 1860.

"Gli uomini, i loro diritti e niente più; le donne, i loro diritti e niente di meno", motto del settimanale " La Rivoluzione" fondato da Elisabeth Stanton e Miss Antony (1866/1870)

1868, New Jersey. Poiché la Costituzione non vietava espressamente il voto alle donne, alle elezioni per il presidente un gruppo di 172 donne, tra cui quattro nere, si recò alle urne; fu scandalo, si gridò alla "perversione dei sessi" e i loro voti non furono conteggiati.

L' "emendamento Anthony" per il riconoscimento del diritto al suffragio femminile, fu presentato ad ogni legislatura per venti anni da un senatore californiano di cui non si sa il nome.  (peccato!, nota di redazione).

ENTRA LA SECONDA GENERAZIONE

Harriet Stanton, figlia di Elisabeth, sposatasi e rimasta vedova in Inghilterra, torna negli Stati Uniti e fonda la Lega delle Donne Indipendenti.

Ricca dell'esperienza inglese, imprime una sterzata di visibilità alle donne. E'  nel 1920, dopo il voto al senato. la inventrice delle parate. Vestite fantasiosamente, le donne sfilano suonando e cantando; il successo è garantito.

1917 Dopo Washington e la California, fu lo stato di New York a concedere il voto.

L'emendamento Anthony passò al Congresso nel 1918 e divenne esecutivo.

 

- da "Storia delle donne"-

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 


Comitato Internazionale 8 Marzo - Donne del Mondo