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8 Marzo 2005

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Diritto di Famiglia in Marocco

 

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In Marocco anche le donne hanno diritto di famiglia.

La nuova legge varata dal re Mohamed sesto, apre un varco verso l’emancipazione delle donne marocchine. In un Paese saldamente ancorata a principi di sottomissione femminile millenari.
Gli effetti di un atto, di per se rivoluzionario, richiedono tempi forse non brevi di attuazione ma utili per riuscire a corrodere alla base tradizioni che hanno costruito il paradigma culturale di intere generazioni.

Le modifiche introdotte nel nuovo codice della famiglia stravolgono l’assetto tradizionale della famiglia marocchina ridisegnando il ruolo della donna a cui è concessa pari dignità nei confronti del marito espungendo il dovere all’obbedienza. Il matrimonio investe di uguale responsabilità i due coniugi che decidono liberamente di contrarre matrimonio compiuti i 18 anni d’età.

La donna decide liberamente e non solo, può invocare il divorzio per colpa, per violenze o per mancato sostentamento.
Il ripudio e il divorzio erano prerogativa esclusivamente maschile, la donna subiva la scelta del marito di contrarre altri matrimoni.
La legge elimina il ripudio verbale e circoscrive i casi in cui è permessa la poligamia subordinandola alla decisione del Giudice che valuta l’esistenza di alcune condizioni per poterla autorizzare. Inoltre, la donna può preventivamente stabilire nell’atto del matrimonio che non sia prevista l’eventualità della poligamia. Se il marito non si attiene alla condizione data, la moglie può chiedere il divorzio per danno.

Nel caso di separazione, alla donna è riconosciuto il diritto di richiedere l’affidamento dei figli e il mantenimento, questo nel caso in cui ella contragga altro matrimonio o decida di trasferirsi in una località diversa da quella del marito. Un articolo che tutela sostanzialmente il minore per il quale, prima di essere affidato, vengono valutate le condizioni dell’ambiente in cui andrà a vivere. Dopo la madre e il padre, anche i perenti materni possono richiedere l’affidamento.

Sul patrimonio è riconosciuto diritto di eredità ad ambedue le linee, maschile e femminile. Per i beni dei coniugi vale il principio di separazione a meno che i due non decidano di sottoscrivere un accordo cha sancisce la comunità dei beni di entrambi.

Una legge per essere adeguatamente attuata deve essere interiorizzata in primo luogo dal soggetto a cui è diretta che, facendola propria, ne legittima la portata di un diritto riconosciuto per se, e di un dovere da cui non ci si può esimere senza venire meno al patto sociale che regge la comunità. Ci saranno sicuramente resistenze anche forti alla sua attuazione; resistenze che possono essere anche considerate ‘normali’; (pensiamo alla nostra legge 194, interruzione volontaria della gravidanza, la quale a distanza di tanti anni dalla sua promulgazione continua ancora ad essere, in vari modi, messa in discussione), per questo, nel caso del Marocco, molto dipenderà dalla volontà
delle donne di liberarsi dalla tradizione che le ha educate subalterne all’uomo e di costruirsi una propria soggettività femminile, liberamente padrona nelle scelte che la riguardano.
 


Comitato Internazionale 8 Marzo - Donne del Mondo