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8 Marzo 2005

 

Rete Donne

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"FUORI LA GUERRA DALLA STORIA" "UN ALTRO MONDO E’ POSSIBILE"

La scelta di questi due slogan è motivata dalla consapevolezza che non esiste futuro per nessuno se non assumiamo, nelle nostre coscienze, che qualsiasi controversia e possibile ed inevitabile divisione tra le Nazioni ed i Popoli; tra sistemi politici differenti o contrapposti, tra diversità di fede religiosa¸filosofica o etnica, possono sempre avere una possibilità di soluzione pacifica.

Soluzioni che vanno ricercate attraverso utilizzo di strumenti pacifici, quali quelli diplomatici,economici, politici, sociali. Si può anche giungere a soluzioni non precisamente ideali, o anche transitorie, ma che realizzino compromessi che tengano in conto le giuste esigenze dei contendenti ed il rispetto delle singole identità culturali e nazionali; vedi Palestina e Israele.

Fuori la guerra dalla storia ci piace perché è una frase tratta da un libro che risale al 1889 "Giù le armi, fuori la guerra dalla storia", libro scritto da Berta Von Suttner; pacifista ceco-austriaca, insignita nel 1905 del primo premio Nobel per la pace. Nel libro, la Suttner, si riferiva alla guerra che sarebbe scoppiata a breve tra Austria e Prussia; guerra che aveva la pretesa di garantire la pace attraverso l’uso delle armi. Fu la stessa B. V. Suttner a proporre ad Alfred Nobel, di cui era stretta collaboratrice ed amica, ad istituire quel premio, utilizzando parte dei cospicui guadagni incamerati con la scoperta della dinamite. Una proposta che dovette suonargli come una richiesta di "riparazione" per avere scoperto uno strumento di morte. Del resto Nobel era un convinto assertore della proliferazione degli armamenti, da usare come equilibri del terrore, per garantire la pace.

Un altro mondo è possibile è uno slogan nato in questi ultimi anni dentro il grande movimento per la pace. Esso ci piace perché ci consegna una alternativa, certo tutta da conquistare e costruire, una alternativa alle fughe dalla vita che ci prospetta la politica del governo americano con le sue promesse di guerre a ripetizione.

"un altro mondo è possibile" completa idealmente il precedente facendone un tutt’uno.

Ci siamo definite rete di donne contro tutte le guerre perché abbiamo sentito l’urgenza di affermare la nostra convinzione che non è possibile essere contro una guerra e giustificarne altre. Non esiste una guerra "giusta" ne tanto meno "umanitaria". Esistono solo guerre che producono morti, (per lo più civili nel nostro tempo) distruzione, disperazione, fame, malattie, e odio!, tanto e tanto pericoloso odio. Potenziando in tal modo, il proliferare di azioni terroristiche, anziché debellarle.

Noi, rete di donne contro tutte le guerre, ci sentiamo impegnate a dare il nostro contributo affinché il ripudio al ricorso alla guerra venga integralmente attuato, secondo quanto fissato dalla Carta Costituzionale della Repubblica Italiana.

No esiste difesa dei nostri diritti senza la presa di coscienza di quanto sia importante il rispetto dei diritti degli altri.

Ci sentiamo altresì impegnate a far si che tale ripudio entri nella Costituzione europea.

RETE DI DONNE CONTRO TUTTE LE GUERRE

l’11 giugno 2003

Diffuso a Perugia nel corso di LUNE DI PRIMAVERA - manifestazione multiculturale delle donne


Comitato Internazionale 8 Marzo - Donne del Mondo