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"FUORI LA GUERRA
DALLA STORIA" "UN ALTRO MONDO E’ POSSIBILE"
La scelta di questi due slogan è motivata dalla
consapevolezza che non esiste futuro per nessuno se non
assumiamo, nelle nostre coscienze, che qualsiasi controversia e
possibile ed inevitabile divisione tra le Nazioni ed i Popoli;
tra sistemi politici differenti o contrapposti, tra diversità
di fede religiosa¸filosofica o etnica, possono sempre avere una
possibilità di soluzione pacifica.
Soluzioni che vanno ricercate attraverso utilizzo di
strumenti pacifici, quali quelli diplomatici,economici,
politici, sociali. Si può anche giungere a soluzioni non
precisamente ideali, o anche transitorie, ma che realizzino
compromessi che tengano in conto le giuste esigenze dei
contendenti ed il rispetto delle singole identità culturali e
nazionali; vedi Palestina e Israele.
Fuori la guerra dalla storia ci piace perché è una
frase tratta da un libro che risale al 1889 "Giù le armi,
fuori la guerra dalla storia", libro scritto da Berta Von
Suttner; pacifista ceco-austriaca, insignita nel 1905 del primo
premio Nobel per la pace. Nel libro, la Suttner, si riferiva
alla guerra che sarebbe scoppiata a breve tra Austria e Prussia;
guerra che aveva la pretesa di garantire la pace attraverso
l’uso delle armi. Fu la stessa B. V. Suttner a proporre ad
Alfred Nobel, di cui era stretta collaboratrice ed amica, ad
istituire quel premio, utilizzando parte dei cospicui guadagni
incamerati con la scoperta della dinamite. Una proposta che
dovette suonargli come una richiesta di "riparazione"
per avere scoperto uno strumento di morte. Del resto Nobel era
un convinto assertore della proliferazione degli armamenti, da
usare come equilibri del terrore, per garantire la pace.
Un altro mondo è possibile è uno slogan nato in
questi ultimi anni dentro il grande movimento per la pace. Esso
ci piace perché ci consegna una alternativa, certo tutta da
conquistare e costruire, una alternativa alle fughe dalla vita
che ci prospetta la politica del governo americano con le sue
promesse di guerre a ripetizione.
"un altro mondo è possibile" completa idealmente
il precedente facendone un tutt’uno.
Ci siamo definite rete di donne contro tutte le guerre
perché abbiamo sentito l’urgenza di affermare la nostra
convinzione che non è possibile essere contro una guerra e
giustificarne altre. Non esiste una guerra "giusta" ne
tanto meno "umanitaria". Esistono solo guerre che
producono morti, (per lo più civili nel nostro tempo)
distruzione, disperazione, fame, malattie, e odio!, tanto e
tanto pericoloso odio. Potenziando in tal modo, il proliferare
di azioni terroristiche, anziché debellarle.
Noi, rete di donne contro tutte le guerre, ci
sentiamo impegnate a dare il nostro contributo affinché il
ripudio al ricorso alla guerra venga integralmente attuato,
secondo quanto fissato dalla Carta Costituzionale della
Repubblica Italiana.
No esiste difesa dei nostri diritti senza la presa di
coscienza di quanto sia importante il rispetto dei diritti degli
altri.
Ci sentiamo altresì impegnate a far si che tale ripudio
entri nella Costituzione europea.
RETE DI DONNE CONTRO TUTTE LE GUERRE
l’11 giugno 2003
Diffuso a Perugia nel corso di LUNE DI PRIMAVERA -
manifestazione multiculturale delle donne |