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8 Marzo 2005

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8 marzo 2000….8 marzo 2005

DALLA MARCIA ALLA CARTA MONDIALE DELLE DONNE

La Marcia mondiale delle donne è un movimento composto da gruppi di donne di diverse origini etniche, culturali, religiose, politiche, di classe, di età, di orientamento sessuale.
Invece di dividerci questa diversità ci unisce in una solidarietà più globale.

Nel 2000 abbiamo scritto, come Marcia mondiale delle donne, una piattaforma politica che conteneva 17 rivendicazioni concrete, volte a eliminare la povertà nel mondo, realizzare la ripartizione delle ricchezze, sradicare la violenza contro le donne e ottenere il rispetto della loro incolumità fisica e psichica. Abbiamo trasmesso queste rivendicazioni ai responsabili del FMI e della BM, ai dirigenti dell’ONU. Non abbiamo ricevuto nessuna risposta concreta. Abbiamo anche trasmesso queste rivendicazioni agli eletti e alle elette, ai dirigenti e alle dirigenti dei nostri Paesi.

Da allora continuiamo a difendere le nostre rivendicazioni senza sosta. Proponiamo alternative per costruire un altro mondo. Siamo attive nei movimenti sociali e nelle nostre società. Approfondiamo la riflessione sul luogo che le donne occupano e devono occupare nel mondo.

Attraverso le nostre azioni nel 2005 e la pubblicazione di questa Carta, riaffermiamo la nostra convinzione che un altro mondo, un mondo pieno di speranza, di vita e di benessere, è possibile.

Attraverso questa Carta mondiale delle donne per l’umanità, dichiariamo il nostro amore per la vita, la bellezza, la diversità nel mondo.


CARTA MONDIALE DELLE DONNE PER L’UMANITA’

Preambolo

Noi donne marciamo da molto tempo per denunciare l’oppressione che viviamo come donne, per affermare che la dominazione, lo sfruttamento, l’egoismo e la ricerca sfrenata del profitto che portano ad uno stato di ingiustizia, alla guerra e alle violenze, avranno una fine.

Dalle nostre lotte femministe, da quelle delle nostre antenate, in tutti i continenti, sono nati nuovi spazi di libertà, per noi stesse, per le nostre figlie (e i nostri figli) e per tutte le bambine e i bambini che calpesteranno questa terra in futuro.

Noi costruiamo un mondo in cui la differenza è una ricchezza e in cui si riconosce il valore sia dell’individualità che della collettività, dove si scambiano le esperienze senza costrizioni, dove le parole, i canti e i sogni possono circolare liberamente.
Questo mondo che vogliamo considera la persona umana come una delle cose più preziose. E’ un mondo dove regna l’uguaglianza, la libertà, la solidarietà, la giustizia e la pace. Abbiamo la forza per crearlo.

Noi donne costituiamo più della metà dell’umanità. Diamo la vita, amiamo, lavoriamo, creiamo, lottiamo, ci divertiamo.
Assicuriamo attualmente la maggior parte delle attività indispensabili per la prosecuzione della vita
e la continuità dell’umanità. Eppure il nostro ruolo nella società rimane sottovalutato.

La Marcia mondiale delle donne, di cui facciamo parte, identifica il patriarcato come il sistema che opprime le donne e il capitalismo come sistema che permette ad una minoranza di sfruttare l’immensa maggioranza delle donne e degli uomini del pianeta. Questi sistemi si rafforzano reciprocamente e si intrecciano con il razzismo, la xenofobia, l’omofobia, il colonialismo, l’imperialismo, e lo schiavismo.
Essi alimentano gli integralismi che negano le libertà fondamentali delle donne e degli uomini; generano povertà, esclusione, violazione dei diritti umani, in particolare delle donne, e mettono in pericolo la stessa sopravvivenza del pianeta.

Noi rifiutiamo questo mondo.

Ci proponiamo di costruire un altro mondo dove lo sfruttamento, l’oppressione, l’intolleranza e le esclusioni cessino di esistere, dove l’incolumità, la diversità, i diritti e le libertà di tutte e di tutti siano rispettati.

Questo altro mondo, come lo concepiamo noi, si fonda sui seguenti valori: uguaglianza, libertà, solidarietà, pace e giustizia.

UGUAGLIANZA
Affermazione 1. Tutti gli esseri umani e tutti i popoli sono uguali in tutti i campi e in tutte le società. Hanno uguale accesso alle ricchezze, alla terra, ad un lavoro dignitoso, ai mezzi di produzione, alla casa, all’educazione, alla formazione professionale, alla giustizia, ad un’alimentazione sana, nutriente e sufficiente, ai servizi di sanità fisica e mentale, alla sicurezza della vecchiaia, a un ambiente sano, alla proprietà, alle funzioni rappresentative, politiche e decisionali, all’energia, all’acqua potabile, ai mezzi di trasporto, alle tecniche, all’informazione, ai mezzi di comunicazione, al tempo libero, alla cultura, al riposo, alla tecnologia e ai prodotti della scienza.

Affermazione 2. Nessuna condizione umana o situazione può giustificare la discriminazione.

Affermazione 3. Nessun costume, nessuna tradizione, religione, ideologia, nessun sistema economico giustifica l’inferiorizzazione di chiunque o autorizza atti che pregiudicano la dignità e l’incolumità fisica e psichica.

Affermazione 4. Le donne sono cittadine a pieno titolo prima di essere compagne, spose, madri, lavoratrici.

Affermazione 5. L’insieme delle attività non rimunerate, dette femminili, che assicurano la vita e la riproduzione sociale (lavori domestici, educazione, cura dell’infanzia e dei parenti) sono attività economiche che creano ricchezza e che devono essere valorizzate e condivise.

Affermazione 6. Gli scambi commerciali tra Paesi sono equi e non portano nessun pregiudizio allo sviluppo dei popoli.

Affermazione 7. Ogni persona ha accesso a un lavoro equamente rimunerato, effettuato in condizioni sicure e salubri e che rispetti la sua dignità.

LIBERTA’

Affermazione1. Tutti gli esseri umani vivono liberi da ogni violenza. Nessun essere umano appartiene ad un altro. Nessuna persona può essere schiava, essere sottoposta a lavoro forzato, oggetto di traffico, di sfruttamento sessuale.

Affermazione 2. Ogni persona gode delle libertà individuali e collettive che garantiscono la sua dignità dalla nascita alla morte: libertà di pensiero, di coscienza, di opinione, di religione, di espressione, di vivere il proprio orientamento sessuale in maniera libera e responsabile, di scegliere il/la proprio partner di vita, di votare, di essere eletta, di partecipare alla vita politica, di associarsi, di riunirsi, di appartenere ad un sindacato, di manifestare, di scegliere il proprio luogo di residenza e stato civile, di scegliere i propri studi, la professione ed esercitarla, di spostarsi, di disporre della propria persona e dei propri beni, di utilizzare la lingua di comunicazione di sua scelta, (nel rispetto delle lingue di minoranze e delle scelte della società riguardanti la lingua parlata in casa e al lavoro, ) di farsi una cultura, di accedere alle tecnologie e all’informazione.

Affermazione 3. Le libertà si esercitano in un quadro democratico e partecipativo, di cooperazione, di partenariato, di tolleranza, di rispetto dell’opinione di ognuna e ognuno. Esse comportano responsabilità e doveri nei confronti della comunità.

Affermazione 4. Le donne decidono liberamente del loro corpo, la loro sessualità e la loro procreazione. Scelgono di avere o non avere figli/e.

Affermazione 5. La democrazia si radica nella libertà e nella giustizia.

SOLIDARIETA’

Affermazione 1. La solidarietà internazionale tra individui e popoli è promossa (avulsa da ogni forma di manipolazione o di influenza)

Affermazione 2. Tutti gli esseri umani sono interdipendenti. Condividono il dovere e la volontà di vivere insieme, di costruire una società generosa, libera da oppressione, esclusioni, discriminazioni, intolleranza e violenze.

Affermazione 3. Le risorse naturali, i beni e i servizi necessari alla vita di tutte e di tutti sono beni e servizi pubblici ai quali ogni persona ha accesso in modo equo e ugualitario.

Affermazione 4. Le risorse naturali vengono amministrate dai popoli che vivono sui corrispettivi territori, nel rispetto dell’ambiente e con la preoccupazione della loro preservazione e della loro durabilità.

Affermazione 5. L’economia di una società è al servizio di coloro che la compongono. E’ rivolta alla produzione e allo scambio di prodotti socialmente utili, che vengono distribuiti tra tutte e tutti, che assicurano innanzitutto la soddisfazione dei bisogni della collettività, che eliminano la povertà e che assicurano un equilibrio tra l’interesse generale e gli interessi individuali. Assicura la sovranità alimentare. Si oppone alla ricerca esclusiva del profitto a scapito dell’utilità sociale e all’accumulazione privata dei mezzi di produzione, delle ricchezze, del capitale, delle terre, alla concentrazione della presa di decisione nelle mani di singoli gruppi o individui.

Affermazione 6. Il contributo di ognuna e ognuno alla società è riconosciuto e portatore di diritti sociali, qualunque sia la funzione che vi si occupa.

Affermazione 7. Le manipolazioni genetiche sono controllate. Non esiste brevetto sulla materia vivente e sul genoma umano. La clonazione umana è proibita.

GIUSTIZIA

Affermazione 1. Tutti gli esseri umani, indipendentemente dal loro paese di origine, luogo di residenza o dalla loro nazionalità, sono considerati cittadini e cittadine a pieno titolo, che godono pienamente dei diritti umani (diritti sociali, economici, politici, civili, culturali, ambientali) in un quadro equo e democratico.

Affermazione 2. La giustizia sociale è basata su una ridistribuzione equa delle ricchezze che elimina la povertà, limita la ricchezza, e assicura la soddisfazione dei bisogni essenziali alla vita e che punta al miglioramento del benessere di tutte e di tutti.

Affermazione 3. L’incolumità fisica e psichica di tutte e di tutte viene garantita. La tortura, i trattamenti umilianti e degradanti sono proibiti. Le aggressioni sessuali, lo stupro, la mutilazione genitale, le violenze contro le donne e il traffico sessuale e il traffico delle persone in generale vengono considerati crimini contro la persona e contro l’umanità.

Affermazione 4. Viene instaurato un sistema giudiziario accessibile, ugualitario, efficace e indipendente.

Affermazione 5. Ogni persona gode di una protezione sociale che le garantisce l’accesso ad una alimentazione sana nutriente e sufficiente, alle cure sanitarie, ad una casa salubre, alla sicurezza durante la vecchiaia, ad un reddito sufficiente per vivere dignitosamente.

Affermazione 6. I servizi sanitari e sociali sono pubblici, accessibili, di qualità e gratuiti. Ciò include tutti i trattamenti e cure relative a tutte le pandemie in particolare l’HIV.

PACE

Affermazione 1. Tutti gli esseri umani vivono in un mondo di pace che significa: l’uguaglianza tra i sessi, l’uguaglianza sociale, economica, politica, giuridica e culturale. Il rispetto dei diritti, lo sradicamento della povertà, in modo che tutte e tutti possono condurre una vita dignitosa, libera da violenze e disporre di un lavoro e di un reddito sufficiente, educarsi, godere di cure sanitarie e di una protezione di vecchiaia.

Affermazione 2. La tolleranza, il dialogo e il rispetto della differenza sono garanti di pace.

Affermazione 3. Tutte le forme di dominio, di sfruttamento e di esclusione esercitate da parte di una persona sull’altra, di un gruppo su un altro, di una maggioranza su una minoranza o vice versa, di una nazione su un’altra sono bandite.

Affermazione 4. Tutti gli esseri umani hanno il diritto di vivere in un mondo senza guerre e senza conflitti. Nessuno dispone del diritto di vita o di morte sulle persone o sui popoli.

Affermazione 5. Nessun costume, nessuna tradizione, nessuna ideologia, nessuna religione, nessun sistema economico, giustifica le violenze.

Affermazione 6. Conflitti armati e non tra paesi, comunità e popoli sono risolti tramite negoziati che producono soluzioni pacifiche e eque, a livello nazionale, regionale e internazionale.

APPELLO

Questa Carta mondiale delle donne per l’umanità fa appello alle donne e agli uomini e a tutti i popoli oppressi a proclamare individualmente e collettivamente il loro potere di trasformare il mondo e a modificare radicalmente i rapporti che li uniscono per sviluppare relazioni basate sull’uguaglianza, la pace, la libertà, la solidarietà, la giustizia.
Fa appello ai movimento sociali e a tutte le forze sociali ad agire affinché i valori enunciati in questa Carta siano effettivamente messe in opera e che i poteri politici implementino le misure necessarie per applicarle.

Invita all’azione per cambiare il mondo. Ce n’è urgente bisogno!!!

Nessun elemento di questa Carta può essere interpretata o usata per enunciare opinioni o condurre azioni contrarie allo spirito di questa Carta. I valori ivi compresi formano un tutt’uno.
Rivestono la stessa importanza, sono interdipendenti e inscindibili; il posto che occupano nella Carta è intercambiabile.
 


Poesie di donne per un 8 marzo di riflessione

BAGHDAD

La sera Baghdad è un porto
da cui nessuna nave salpa
la mano dell’inverno si allunga prepotente
strappa il calore dal cuore della città
mentre le case ferite risuonano di lamenti

Baghdad….
perla che giace sommersa:
c’è forse un innamorato
c’è forse un mago
che possa tuffarsi nelle ceneri
per riportarla
alla luce?

May Mudhaffar Nosiri: poetessa irachena




America

America, terra benedetta e macchiata
il mio amante
il mio sposo, le mie catene
la mia libertà indomita
il mio silenzio di pietre e montagne
la mia vertigine di clima e di alberi

America, pezzo di tutto il mio mondo
completo e pieno
senza catene
patria dove i miei figli
ameranno e semineranno futuro

Da dove nasce
quest’America che pulsa in me
che mi martella e mi tortura
che mi lacera e mi sana?

Carolina Ocampo Abàsolo



Poesia dell’uomo e la sua speranza

La mia carezza è battaglia
Urgenza di vita,
profezia di cielo esatto
che reggono i passi.
Creatrice dell’eterno
Dentro di me, fuori da me
Per incontrare il mio universo.
Imparai, giunsi, entrai,
con acquisita piena coscienza
che il poeta che va solo
è soltanto un morto, un esiliato,
un arcangelo inginocchiato che nasconde il suo volto,
una mano che lascia cadere la sua stella
e nega a se stesso, ai suoi
al suo acquisito e supposto lignaggio.

Da questa cieca e assurda morte o vita,
è nato il mio mondo,
il mio poema e il mio nome.

Di Clementina Suarez (Honduras)


Oh! Poter fabbricare arnesi per i campi, non orribili spade! Dissodare ogni pollice di terra
con il candido bove e poi, finita l’aratura, assistere i bachi della seta.
Non scorreranno più fiumi di lacrime per i caduti eroi,
ma torneranno gli uomini per mietere , le donne per filare
e le dolci canzoni della pace.

TuFU (Cina)


ANTIPOESIA I

accaniti
armati fino alla punta dei capelli
fino al filo dei denti
in nome della pace lanciano l’amo e l’esca
latte in polvere
farina
medicine scadute
lanciano bombe e sorridono
sperando che i bambini uccisi
prendano il latte dai seni assassinati

Gladys Basagoitia


ANTIPOESIA II

il mondo s’inginocchia innanzi al dio dollaro che
controlla la borsa e gestisce la fame
il potente impettito preme il tasto
segna l’ora del massacro
tira i fili
i burattini uccidono e muoiono
esultano e uccidono
viaggia l’avversità sulle navi di guerra
odio e vendetta viaggiano
negli splendidi uccelli di metallo
dalla terra invasa
si eleva allucinante la colonna di fumo
cenere macerie ossa calcinate
la crudeltà umana proclama la vittoria
segnati per sempre nel corpo e nello spirito
pochi sopravvissuti
agonici

Gladys Basagoitia


Taccuino 1

La globalizzazione del pianeta è cominciata
Pensieri – azioni
Peregrinano
Intossicati dalla violenza
E dalle multinazionali
In Europa nascondiamo l’anima

Sbiettanti dal consumismo
Fingiamo paradisi con segnaposti
Di ciottoli di limbo
Ma i ciottoli feriscono
A volte uccidono

La notte ha capelli scuoiati
E l’alba ha paura del respiro
Degli immigrati clandestini

Nessun eroe – spadaccino
Siamo pupi e pupare
Con i nostri vizi invecchiati
Mentre ci visita la storia

Marcella Continanza


Taccuino 2


Il sale si scioglie nell’acqua
“siate il sale della terra”
ma la terra è putrida
così il seme
e non siamo più capaci di divenire grano
né coltivare la vigna

cantare in terra straniera
bere tazze di veleno razzista

lacerazioni di abbandono
la sete del nuovo
brucia le labbra

mentre le cavallette
distruggono i raccolti

Marcella Continenza


Crucé la frontera

Ho attraversato la frontiera carica di dignità
porto al fianco la bisaccia piena di tante cose
di questa terra piovosa.
Porto i ricordi millenari di Patrocinio,
i sandali che sono nati con me
l’odore della primavera
l’odore dei muschi
le carezze dei campi di mais
e i gloriosi calli dell’infanzia.
Ho attraversato la frontiera amore
tornerò domani quando la mamma torturata
tesserà un altro guipil multicolore
quando il papà bruciato vivo si alzerà di nuovo presto
per salutare il sole dai quattro cantoni
della nostra casa.
Allora ci sarà cura per tutti, ci sarà incenso
le risate dei piccoli indios, ci saranno allegre marimbas.
Accenderanno lumi in ogni casa, in ogni fiume
per lavare la grande pentola al mattino.
si accenderanno le torce, illumineranno le strade,
i dirupi, le rocce e i campi.

(Rigoberta Menchù Tum Dic. 1992-Gen. 1993)


Ricordando Guillen

Questo bambino è morto per disidratazione
o denutrizione, se preferisci,
però è morto per qualcosa di più
che non sta in un certificato di morte
in una storia
in un lamento.
E’ morto attraversando scalzo e solo
il lungo dolore
è morto per secoli di fame e freddo
è morto per non aver sogni dipinti
con matite colorate
è morto per ignorare il sorriso
e la brevità delle domeniche
e ciò che si nasconde sotto il tendone
del circo.
Ed è morto anche di scambio ineguale
di imperialismo
di blocco economico
di dollaro che finanzia la morte
di governanti compiacenti
che approvano preventivi di orrore
è morto per ciò che ti sembrerà polemica
però…come vedi, uccide.
Questo bambino è morto
anche per causa mia e tua
che imbrigliamo i nostri piedi in carte e discorsi
quando si doveva correre a pugnalare
la sua morte.
Ora che ci è sfuggito dalle mani
come un piccolo insetto meraviglioso
che fugge irrimediabilmente
aiutami a ripensare il mondo
perché la morte di un solo bambino
è una condizione
terribilmente sufficiente
e urgentemente necessaria
per rifare il mondo.
Bisogna stringere viti
e togliere molle
e rovesciare strutture
e indicare colpevoli
con nomi e cognomi e conto bancario.
Aiutami perché ho paura di odiare
ma non mi interessa amare
se muore un bambino.

(Mariana Yonusg Blasco)


Comitato Internazionale 8 Marzo - Donne del Mondo