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Tina Modotti nacque ad
Udine il 17 agosto 1896 da una famiglia operaia aderente al socialismo,
padre meccanico e carpentiere e madre cucitrice. Ha un destino da
emigrante, a soli due anni partì per l'Austria con la famiglia per
tornare ad Udine nel 1905 dove frequentò le scuole elementari.
A 12 anni interruppe gli
studi per andare a lavorare in una filanda per aiutare la famiglia. Nel
1913 la famiglia raggiunse il padre in America. Provò a fare l'attrice
ad Hollywood ma l'esperienza fu molto deludente e decise di abbandonare
per la natura troppo commerciale che il cinema proponeva.
Per la sua bellezza ed espressività venne ripresa in diverse occasioni
dai fotografi, tra cui soprattutto da Edward Weston con cui ben presto
ebbe un legame sentimentale.
Il 9 febbraio 1922 Robo, suo marito, morì
di vaiolo durante un viaggio in Messico. Tina arrivò in tempo per i
funerali e scoprì, in questa triste occasione, un paese che a lungo
l'affascinerà. Nel 1923 Tina Modotti e Edward Weston si trasferirono in
Messico. Uniti da un forte amore, vissero in un clima politico e
culturale post-rivoluzionario, a contatto con i grandi pittori muralisti
tra cui Diego Rivera e Clemente Orozco, attivisti del Sindacato artisti
e fondatori del giornale El Machete, portavoce della nuova cultura e, in
seguito, organo ufficiale del Partito Comunista Messicano.
A contatto con la capacità e l'esperienza
di Weston, Tina accelerò l'apprendimento della fotografia e in breve
tempo conquistò autonomia espressiva; alla fine del 1924 un'esposizione
delle loro opere venne inaugurata nel Palacio de Minerìa alla presenza
del Capo dello Stato. Deteriorato il rapporto con Weston alla fine degli
anni '20, Tina visse di fotografia, aderendo al partito comunista e
partecipando alle manifestazioni in favore di Sacco e Vanzetti.
Tina trasformò il mezzo fotografico come strumento di indagine e
denuncia sociale, e le sue opere, pur mantenendo equilibrio estetico,
assumono di frequente una valenza ideologica: vengono esaltati i simboli
del lavoro, del popolo e del suo riscatto (mani di operai,
manifestazioni politiche e sindacali, falce e martello,...).
Dopo l'espulsione dal Messico il suo impegno politico la portò a
viaggiare attraverso l’Europa: Mosca, Varsavia, Vienna, Madrid e Parigi,
per attività di soccorso ai perseguitati politici. Partecipò alla guerra
civile in Spagna del 1936. La sua avventurosa vita si concluse a Madrid
la notte del 5 gennaio 1942, dopo una cena con amici, colpita da
infarto, dentro un taxi che la stava riportando a casa.
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