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Tamara de Lempicka nacque il 16 maggio a Varsavia e morì nel 1980 in
Messico. Dopo la prematura morte del padre, Tamara visse con la madre e
i fratelli, coccolata dalla nonna Clementine. Proprio per accompagnare
la nonna compì il suo primo viaggio in Italia nel 1907, nel corso del
quale
visitò le città d’arte italiane. In
seguito si spostò in Francia dove imparò i primi rudimenti della
pittura.
La sua formazione, seguita dalla nonna
Clementine, si colloca tra la scuola di Losanna in Svizzera ed un
prestigioso collegio polacco. Dopo la morte della nonna si trasferì da
una zia a San Pietroburgo dove conobbe il futuro marito, l’avvocato
Tadeusz Lempicki, che sposò nel 1916.
Durante la rivoluzione russa, grazie alla
sua determinazione e ad alcune conoscenze, riuscì a liberare il marito
arrestato dai bolscevichi. Successivamente si rifugiarono a Parigi, dove
nacque la figlia Kizette alla quale dedicò alcuni ritratti.
Qui Tamara si dedicò agli studi di pittura
alla Académie Grande Chaumiere ed alla Académie Ranson, dove affinò il
suo stile personale, influenzato dall’Art Déco, mantenendo sempre un
tocco originale. Nel 1922 espose per la prima volta al Salon d’Automne
ed in breve tempo divenne famosa. Nel 1928 divorziò dal marito. Durante
la seconda guerra mondiale si trasferì negli Stati Uniti con il secondo
marito. Le sue nuove opere, vicine all’arte astratta, non incontrarono
il favore della critica. Per questo la pittrice decise di non esporre
più in pubblico. Nel 1978 si trasferì in Messico dove morì nel sonno il
18 marzo del 1980. Nelle sue opere troviamo un’indubbia cura per i
particolari, mentre i soggetti più amati sono le donne estremamente
fiere ed eleganti.
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