|

Nel panorama artistico
femminile, accanto alle artiste con un vissuto particolarmente
travagliato, troviamo anche donne che hanno condotto una vita meno
dolorosa, ma che hanno comunque dovuto scontrarsi con i pregiudizi
dell’epoca, non senza difficoltà, dimostrando una grande determinazione.
È il caso di Mary Cassatt, nata il 22
maggio 1844 in una facoltosa famiglia americana. Fu una delle poche
pittrici del movimento impressionista, da cui fu influenzata riuscendo a
mantenere il proprio stile personale. I suoi primi lavori furono esposti
al Salone ufficiale, in seguito accetto la proposta di Degas di
partecipare alla 4° mostra degli impressionisti nel 1879, esporrà con
loro anche nel 1880, nel 1881 e nel 1886. Particolarmente forte fu il
legame della pittrice con la componente femminile della propria
famiglia: con la madre, ma soprattutto con la sorella Lydia, maggiore di
sette anni e morta a soli 45 anni per una malattia ai reni. Mary si
occupò della sorella fino al giorno della morte, ritraendola spesso,
anche sofferente. Trascorse gli ultimi anni della sua vita
nell’inattività artistica a causa della perdita della vista. Non si
sposò e non ebbe figli, ma mantenne un’intensa vita affettiva e di
relazione. Morì nel 1926.
L’interesse artistico della Cassatt fu
rivolto essenzialmente all’universo femminile. Due sono gli aspetti
fondamentali del suo lavoro: l’infanzia e l’immagine della donna, ed in
particolare della maternità, la cui rappresentazione nelle sue opere è
fortemente condizionata dal suo personale rapporto con la madre. Una
delle opere più importanti è “Bambina in una poltrona blu” del1878.
Particolarmente interessante è la posizione con cui il soggetto viene
rappresentato: la bambina è seduta in maniera non convenzionale, quasi
in cerca di una maggiore comodità, che chiaramente non corrisponde a
quella prevista per una bambina “ben educata”. È una posizione che
appartiene alla quotidianità, più vicina alla realtà: la bambina
naturalmente non sceglie la posizione impostagli dall’educazione, anzi
sembra quasi che tenti una fuga verso qualcosa di meno costrittivo.
Altro dipinto
interessante è “Leggendo Le Figarò” del 1878, nel quale viene ritratta
la madre in un’inconsueta attività intellettuale. Infine il tema della
maternità: quasi un terzo delle sue opere descrivono le madri con i
propri bambini. Mary Cassatt seppe rappresentare un soggetto
convenzionale in modo diverso e innovativo. Nei suoi ritratti le donne
sono individui e non ideali. Le madri e i bambini della Cassatt non sono
Madonne o Cherubini secolarizzati, sono soggetti che mantengono la loro
singolarità, in un contesto di normalità. Ciò che risalta dai suoi
dipinti è principalmente il rapporto tra madre e figlio, estremamente
dolce e affettuoso, improntato sulla serenità, senza mai scivolare in
banali sentimentalismi. Questa sua capacità è significativa se si
considera che la pittrice non fu madre.
|