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Frida Kahlo nacque il 6 luglio del 1907 da
padre ebreo di origine ungherese, fotografo di successo preciso e
meticoloso.
A sei
anni si ammalò di poliomielite e dovette restare per nove mesi a letto.
Ma
l’uso della gamba destra fu compromesso
(era più piccola della sinistra). Per nascondere l’imperfezione
indossava anche tre/quattro calze e scarpe con tacchi speciali, che non
riuscirono tuttavia a correggere la sua camminata saltellante simile a
quella di un passerotto.
Frida fece propria l’arte messicana,
quella indigena e delle masse a cui legò l’impegno politico (fu membro
delle Lega giovanile comunista).
Nel ’28 conobbe Diego Rivera: lui aveva 40
anni ed era un artista affermato, lei aveva 20 anni di meno. Rivera
aveva fama di seduttore, nonostante il suo aspetto non molto piacevole.
Il loro fu un amore coinvolgente e travolgente, fatto di affinità
elettive e di contrasti. Frida si separò da lui solo quando lo seppe
amante anche della sorella Cristina.
Nelle sue opere possiamo leggere la sua
vita attraverso i suoi drammi: l’impossibilità di avere figli, ad
esempio, o l’incidente mentre viaggiava su un torpedone, che le comportò
ben trentadue interventi chirurgici. Il quadro più famoso è “Le due
Fride” del 1939, dove le apparenti ferite altro non sono che quelle
prodotte dal suo vissuto. I visi sono rivolti verso chi le sta
guardando, sono duri e alteri e sono così fieri di mostrare il dolore.
Il cuore trafitto, squartato è la Frida ferita da Rivera che veste
l’abito bianco di foggia europea macchiato di sangue. L’altro cuore
invece è integro, è la Frida amata da Rivera, vestita da messicana.
Le furono attribuiti molti amanti etero ed
omo, ma lei non se ne curò. Morì il 13 luglio 1954.
Di lei così scrisse Picasso, in una
lettera a Rivera: “ Né Derain, né tu, né io siamo capaci di dipingere
una testa come quelle di Frida Kahlo”.
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