Agenda/Libro 2003: Per amore, per convenienza, per schiavitù

REDAZIONE:Marcella Bravetti, Tiziana Boirivant, Marina Toschi, Patrizia Vagnetti

AUTRICI e ARTICOLI: Lidia Menapace: Introduzione; Maria Rosa Cutrufelli: Padre e figlio; Anna Oliverio Ferraris: Sessualità infantile e pedofilia; Anna Salvo: Mutamenti nei comportamenti sessuali delle donne; Antonella Duchini: Il traffico di esseri umani; Mirta Da Pra Pecchiosa: Vivere senza immaginare un futuro è come morire; Margherita Pelaja: Percorsi matrimoniali dal medio evo ai giorni nostri; Paola Tabet: La beffa; Marcella Bravetti: Globalizzazione europea della prostituzione; Livia Turco: Per una strategia di lotta alla prostituzione; Filippina Bubbo: La rete del sesso

Introduzione

di: Lidia Menapace

Si legge il titolo del tema proposto per l’anno 2003 e si pensa subito che sia facile dividerlo in argomenti definiti, in tematiche significative, in campi ben distinti: una cosa è l’amore, una la convenienza e una la schiavitù.

Ma appena si cerca di affrontare l’analisi tutto sfuma e diventa incerto. Il matrimonio è amore? E dove mettiamo la convenienza che tanto di frequente lo accompagna? E che addirittura per molti secoli e forse millenni lo ha fondato? E chi potrebbe negare che a molti matrimoni violenti inerisca uno stato di necessità che davvero poco differente appare dalla resa in schiavitù? Che la prostituzione sia talora una resa in schiavitù nessuna nega: non per nulla si cerca di definire i casi in modo da avere una possibilità di intervenire con la legge. Eppure per molte donne, anche tra quelle che non passano per una decisione presa personalmente, ma vengono coinvolte in storie di tratta, la convenienza può esserci e persino essere considerata un possibile fondamento di sperata libertà; e in molti matrimoni il pagamento del “debito coniugale” con annessa ricerca di compensi prestigiosi e sociali forma una vera e propria prostituzione domestica molto più diffusa di quanto non si creda.

Non cerco di imbrogliare le carte, ma affermo che davvero non è facile, di là dalle apparenze esteriori, cogliere dentro i legami tra uomini e donne il timbro la forma il colore il sentimento dominante.

Vediamo dunque se ci riesce di dire qualcosa sia per chiarire che per confondere, dato che a me l’ambiguità dei sentimenti piace molto e ogniqualvolta mi si dice che una cosa o è bianca o è nera mi viene voglia di cercare altre sfumature colori ecc.

Prima di tutto forse vale la pena di ricordare che anche le relazioni tra uomini e donne o tra donne e donne o uomini e uomini non sono mai così definibili e per sempre: anche gli amori che durano decenni mutano, non necessariamente di intensità, ma di forme comunicazione gestualità e timbro. In un matrimonio che dura, l’amore forse è il tema fondante, ma infine è bella anche una sana convenienza che rende affidabile un sentimento, lo colloca in un tempo tranquillo, che fa dell’iniziale “metter su casa” un “avere casa”, cioè un luogo indifeso dove si sta come si è, senza ricerche di prestigi competizioni gare. Certo: se invece la consuetudine diventa addirittura rito ripetitività e non comunicazione, si configura come una sorta di schiavitù cui non si riesce più a sottrarsi. Può essere anche questo.

Insomma persino la forma più codificata santificata elogiata e rilanciata, quella della famiglia etero stabile legittima che sembrerebbe prendere di diritto il primo titolo è invece un groviglio di vicende e sentimenti da poter essere tutte e tre le cose indicate nel titolo.

Forse l’amore si trova allo stato puro e a rischio piuttosto nelle convivenze meno “normali”, libere, di fatto, omo, lesbiche. Eppure la richiesta di avere un certo assetto legale mostra che anche in quei casi che per la nostra tradizione possono sembrare estremi e assolutamente disinteressati, la ricerca di una certa convenienza è evidente: e non credo davvero che sia il caso di scandalizzarsi dato che le relazioni hanno anche bisogno di una qualche solidità materiale per durare e resistere.

E se nella prostituzione la convenienza materiale sembrerebbe essere il dato fondativo e sostenitore del rapporto e dello scambio, la morbosità dell’immaginario, la vendetta sociale, l’ossessiva persecuzione legislativa e criminale contro le prostitute ci dice che in verità i dati di violenza soverchiano tutto e diffondono infezioni schiavistiche, come se la società che pure richiede tali prestazioni non sappia poi con esse fare i conti con una qualche più matura civiltà e accettazione della reciproca convenienza. Ma proprio il caso della prostituzione ci ripiomba nel groviglio delle relazioni tra i generi, che non possono mai essere del tutto definite, racchiuse, delimitate in un solo dato fatto evento valore.

Se nella storia del diritto gli istituti si presentano precisamente definiti (il matrimonio d’amore, la relazione di convenienza, la resa in schiavitù di chi esercita prestazioni a pagamento), il fatto che tutto avvenga tra persone umane rende invero gli istituti stessi mai capaci di esprimere tutti i dati contenuti nelle relazioni citate. Se poi in altri tempi un assetto sociale più legato a norme forme e anche e soprattutto a pregiudizi, ha potuto costruire l’immagine peccaminosa della prostituta, quella virtuosa della moglie conveniente e quella romantica del grande amore, in verità tutti questi elementi si possono trovare insieme o in sequenza temporale in ogni tipo di relazione.

Per questo oggi il voler segnare con leggi, luoghi deputati, tipo di accesso al diritto le varie forme di relazione tra i generi è particolarmente oppressivo e antistorico.
Forse potremmo cominciare a pensare senza scandalo che si possono avere relazioni varie o che variano nel tempo e includono amore, convenienza e persino schiavitù, tutte. Ammetterlo a me pare che sia un ossequio alla verità e insieme indicazione del cammino verso una libertà piena e responsabile nella quale ciascuno/a di noi conosce riconosce e ammette come veri l’amare, l’avere qualche legittimo interesse, e persino arrendersi ai limiti del convivere, quasi una leggera schiavitù, da cui basta sapere che in ogni momento essa divenisse intollerabile si ha il coraggio e la possibilità culturale giuridica ed economica di liberarsi.

Dettaglio importo cad.

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