Paola Marino

Sezione: Poesie

Sono anconetana sanguigna ed insegnante di lettere con la passione della danza del ventre.
Mi piacerebbe farvi danzare con le mie parole ma capisco che la mia ambizione è troppo alta per cui dovrò accontentarmi(e non è impresa da poco!) di far sorridere mente e cuori dei miei alunni cibernetici ed informatici con il mio amore per la letteratura che altro non è che amore per la vita e per l’uomo.
Ho scoperto il piacere di lasciarmi attraversare dalle sensazioni , dai colori e dalla magia evocativa di suoni e parole attraverso corsi di scrittura creativa e messa in scena teatrale; da allora sono rinata e vivo respirando FINALMENTE il profumo della vita.

Chicci di caffè
La mia vita è qui,
invisibile acrostico
scritto nei chicchi di caffè:
caffè nero- macchiato,
dolce-amaro
torrefatto, macinato
dall’aroma acre
della malinconia;

la mia vita è qui
in questo amore
crittogama infinito di
paure e dubbi
che crivellano
la parte debole,
crinata del mio cuore.

La mia vita è qui ,
scritta in corsivo nei tuoi respiri,
stampata negli schizzi
imprevedibili dei tuoi silenzi,
pronta a seguire
i passi e le aritmie
del nostro umore ;

è qui versata
goccia dopo goccia
in questa tazza
di vetro vermiglio,
cristallo dove
si rispecchiano
frante
le zone d’ombra
fragili
del mio viso malato di
vanità;

è qui nei fondi scuri di caffè,
oscuri profili assimetrici
della mia inquietudine
presagi di me,
di te,
soffi di noi,
dissolvenza di corpi nello
spazio,
corpi che si smarriscono
si rintracciano
si abbracciano,
ricercano l’eternità di
un’isola chiamata POI…

La mia vita è qui,
negli sbuffi di questa caffettiera,
vecchia lamiera
che non capisce
perchè
dopo tanti sorsi amari
le mie labbra
continuano sempre
a cercare
solo e soltanto
TE,
miscela esplosiva
di dolce-amaro
caffè,
sapore di vita,
tentazione di
Te .
Corpo e volume della vita
Per un attimo, solo un attimo
ho toccato corpo e volume
della vita.
Ero lì, appisolata nella
penombra dei miei pensieri,
sprofondata in una sedia
irriverente, che mi conteneva
e misurava ogni centimetro
della mia pelle,ogni brandello
d’amore vissuto, soffocato,
spezzato,ogni sussulto e
brivido del mio corpo,
ogni ghigno del mio cuore
spaventato di vivere
e cucito con i fili
d’organza della speranza.

Ero un punto dell’universo,
un gioco geometrico di linee
proteso alla ricerca
di un baricentro,
smanioso di assaporare
il mistero,le zone d’ombra della
conoscenza soffuse al genio
umano.

Ad un tratto…
Un raggio di luce
ha tracciato un
sentiero sul mio corpo ;
si è insinuato nelle falangi
delle dita , si è incuneato nelle unghie
si è arrestato voluttuoso nelle mani,
giardini prensili, pronte
a catturare
la Vita
E io ho dipinto
con l’indaco il corpo e il
volume della mia

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